Pronuncia del suffisso -ED nel simple past

Pronuncia del suffisso -ED nel simple past

Salve a tutti i lettori, a grande richiesta da parte di alcuni studenti, trovate di seguito un riepilogo circa la pronuncia del suffisso -ED che si aggiunge quando si forma il simple past per i verbi regolari in Inglese.

es: Play (giocare) –> playED (simple past, passato remoto o imperfetto o passato prossimo in Italiano)

Ho infatti verificato in anni di insegnamento che questo crea dubbi e troppi studenti lo leggono come lo vedono scritto. Ebbene, sbagliato. Ecco alcune regole.
Innanzitutto primissimo consiglio da tenere sempre a mente è che proprio la pronuncia del suffisso -ED esattamente pronunciato /ed/ non è MAI possibile, pertanto sarà cosa sempre sbagliata, poco ma sicuro.


Invece, in Inglese, il suffisso -ed usato per formare il simple past dei verbi regolari può essere pronunciato in tre modi diversi a seconda del suono finale del verbo base. Ecco i tre modi, con trascrizione fonetica e regole per ciascun gruppo:


1. /t/ pronuncia

  • La pronuncia del suffisso -ed sarà /t/ quando il verbo base termina con un suono sordo (ad esempio /k/, /p/, /s/, /ʃ/, /f/, /θ/).
  • Esempi:
  • Worked /wɜːrkt/
  • Hoped /hoʊpt/
  • Regola: Se il verbo termina con un suono sordo (un suono prodotto senza vibrazione delle corde vocali), come /k/, /p/, /s/, /ʃ/, /f/, /θ/, il suffisso -ed viene pronunciato /t/.
  • si veda in fondo all’articolo per la differenza fra suoni sordi e sonori


2. /d/ pronuncia

  • La pronuncia del suffisso -ed sarà /d/ quando il verbo base termina con un suono sonoro (ad esempio /l/, /n/, /r/, /g/, /v/, /z/, /m/, /b/). Esempi:
  • Called /kɔːld/
  • Lived /lɪvd/
  • Regola: Se il verbo termina con un suono sonoro (un suono prodotto con vibrazione delle corde vocali), come /l/, /n/, /r/, /g/, /v/, /z/, /m/, /b/, il suffisso -ed viene pronunciato /d/.
  • si veda in fondo all’articolo per la differenza fra suoni sordi e sonori


3. /ɪd/ pronuncia

  • La pronuncia del suffisso -ed sarà /ɪd/ quando il verbo base termina con il suono /t/ o /d/.
  • Esempi:
  • Wanted /ˈwɒntɪd/
  • Needed /ˈniːdɪd/
  • Regola: Se il verbo termina già con il suono /t/ o /d/, il suffisso -ed viene pronunciato /ɪd/, aggiungendo una sillaba.
  • si veda in fondo all’articolo per la differenza fra suoni sordi e sonori
  • 3.1 Ecco un paio di esempi in cui il verbo termina già con il suono /t/ o /d/, e quindi il suffisso -ed aggiunge una sillaba pronunciata /ɪd/:
  • Waited /ˈweɪtɪd/
  • Il verbo base è wait /weɪt/, che termina con il suono /t/. Aggiungendo il suffisso -ed, si pronuncia /ˈweɪtɪd/.
  • Decided /dɪˈsaɪdɪd/
  • Il verbo base è decide /dɪˈsaɪd/, che termina con il suono /d/. Aggiungendo il suffisso -ed, si pronuncia /dɪˈsaɪdɪd/.
  • In entrambi i casi, il suffisso -ed crea una sillaba aggiuntiva.

A mio avviso è un pò difficile attenersi alla regola tecnica mentre si legge o parla, personalmente trovo più semplice affidarsi alla pratica (o in taluni caso all’intuito) ma alcuni studenti desiderano capire la “ratio”, pertanto eccoli serviti 🙂

Per approfondimenti circa….

Le consonanti sonore, come suggerisce il nome, vengono prodotte utilizzando le corde vocali (se tenete una mano sulla gola mentre pronunciate queste consonanti, potete effettivamente sentire una vibrazione), mentre le consonanti sorde vengono prodotte lasciando fluire l’aria e muovendo parti della bocca senza utilizzare la voce.

In Inglese, i fonemi consonantici sonori sono /b/, /d/, /dʒ/, /g/, /v/, /ð/, /z/, /ʒ/, /m/, /n/, /ŋ/, /j/, /l/, /r/, /w/,

mentre i fonemi consonantici sordi sono /p/, /t/, /tʃ/, /k/, /f/, /θ/, /s/, /ʃ/ e /h/.

Molte consonanti sonore hanno una controparte sorda, ad esempio /p/ e /b/ condividono lo stesso luogo e modo di articolazione, e l’unica differenza è la presenza o assenza di voce: /p/ è sorda (non c’è vibrazione delle corde vocali) e /b/ è sonora (le corde vocali vibrano).

Essere consapevoli di tali differenze è molto utile quando si insegna la pronuncia di -ed nel simple past e nel participio passato di verbi regolari. Se il verbo termina con una consonante sonora, la pronuncia di -ed è /d/, come in cleaned /kli:nd/; se il verbo termina con una consonante sorda, la pronuncia di -ed è /t/, come in stopped /stɒpt/.

Lo stesso principio vale per la pronuncia di -s nel plurale dei sostantivi e nella terza persona singolare dei verbi al simple present. Quando la -s è preceduta da una consonante sonora, si pronuncia /z/, come in jeans/dʒiːnz/ oppure cleans /kli:nz/; quando invece la -s è preceduta da un suono consonantico sordo, si pronuncia /s/, come in tops /tɒps/ oppure stops /stɒps/.

vedere https://www.cambridgeitaly.it/blog/consigli-linsegnamento-pronuncia-livello-elementare-avanzato-parte-1

Per capire di più sulla pronuncia vedere anche articoli correlati

acqua in bocca acquolina in bocca AI approccio emozionale British vs American c1 carpa casado cibo più antico condizionali in Inglese connected speech devo must/have to down the rabbit hole errori native speakers esigenti false friends food idioms giocare con le parole homophones idiomi inglesi idioms about the weather il condizionale misto io devo l'inglese è la lingua di tutti Lesson plan lezioni b1-c1 lezioni immersive mental Neanderthals parole omofone parole stesso suono pasto completo casado pinch of salt pizzico di sale pronuncia strong e weak pronuncia weak errori pura vida rabbit rabbit out the hat robot teacher robot teachers scenari globali Shakespeare e knight speaking and writing trends2024

parole omofone

In Inglese le parole omofone sono parole che nella pronuncia hanno praticamente lo stesso suono, ma si scrivono diversamente… e questo può essere fuorviante !
pertanto siete pronti a decifrare il vero significato di ciò che state ascoltando?
Come insegnante mi piace giocare con le parole omofone soprattutto con gli young learners per vedere come gli studenti interpretano quanto gli viene dettato! e voi ?prendetevi momento e fate attenzione, perché tra le righe di questo articolo, potreste scoprire che ‘spell‘ non riguarda solo la magia e che ‘right‘ può essere sia corretto che destra!

Esercizio

tradurre: “Time flies like an arrow; fruit flies like a banana”

OPZIONE 1)il tempo vola come una freccia e la frutta vola come una banana; OPZIONE 2) Il tempo vola come una freccia; le mosche della frutta amano una banana ;

Infatti in questa frase, “flies” (volare) e “flies” (mosche) sono omofoni, quindi l’ascoltatore potrebbe confondere il significato senza il contesto adeguato

Provate a fare il dettato in classe, sarà molto divertente!

Ecco altri esempi di omofoni in Inglese:

Two/Too/To: Due/anche/A

There/Their/They’re: Lì/Loro/esse Sono

Bear/Bare: Orso/Nudo

Flour/Flower: Farina/Fiore

Write/Right: Scrivere/Corretto

See/Sea: Vedere/Mare

Meet/Meat: Incontrare/Carne

Blue/Blew: Blu/Soffiò

Allowed/Aloud: Permesso/Ad alta voce

Knight/Night: Cavaliere/Notte

Questa è solo una piccola selezione, ma l’inglese è ricco di omofoni che possono rendere la comprensione e la comunicazione un po’ più interessanti!

Adesso però eleviamo il nostro spirito e portiamo come esempio Sir William Shakespeare in Romeo and Juliet

Come night, come Romeo, come thou day in night, for thou wilt lie upon the wings of night” (Act 3, Scene 2, Line 17-18)

In questa scena, Giulietta paragona Romeo alla notte, o al Cavaliere…, utilizzando l’omofono “knight” “night” per evocare un’immagine romantica e suggestiva.

pronuncia forma strong e weak

Nozioni di pronuncia della forma strong e weak e loro impatto nello speaking, nella comprensione, e nella trasmissione del giusto messaggio.

Questo articolo nasce dal desiderio di divulgare la nozione per cui in Inglese NON esiste una sola pronuncia, diversamente da ciò che si insegna in gran parte delle scuole italiane. Ciò è infatti fuorviante perché in realtà nel discorso connesso si enfatizzano solo le parole portanti, considerando le altre parole come di passaggio, senza appunto bisogno di enfasi. Si parla quindi di una pronuncia strong (forte) ossia enfatizzata o weak (debole) appunto non enfatizzata.

Ma cosa significa che una parola è enfatizzata o no? Cosa che specialmente in Italia è difficile da comprendere poichè la lingua italiana è fissa nella pronuncia..

ecco alcuni esempi di una medesima parola nella sua pronuncia weak e strong.


Ora nel dettaglio vediamo di cosa si tratta e come questo influenza la pronuncia e di conseguenza l’efficacia nel trasmettere il proprio messaggio.

Example step 1) “Have you seen the new movie at the cinema?” in forma strong e weak

pronuncia delle parole nella forma strong: hæv juː siːn ðə njuː ˈmuːvi æt ðə ˈsɪnəmə?

pronuncia delle parole con le forme weak: həv  siːn ðə njuː ˈmuːvi ət ðə ˈsɪnəmə?

Quando il tuo amico ti chiede se hai visto il nuovo film, la parola chiave “seen” è pronunciata con maggiore enfasi o come forma “strong“, rispetto all’ausiliare HAVE. Questo è perché è il verbo principale della frase e trasmette l’informazione chiave.

Step 2) scenario: You’re at a busy train station and you need to ask someone for directions to the platform for your train, which is about to depart. Pronuncia in forma strong e weak


You: “Excuse me, can you tell me where the platform for the 3:30 train to Manchester is?”

Weak Form: ɪkˈskjuːz miːkən  tɛl mi weə ðə ˈplætfɔːm  ðiː 3:30 treɪn  ˈmænʧɛstər ɪz
Strong Form: ɪkˈskjuːz miːkæn juː tɛl miː weə ðə ˈplætfɔːm fɔː ðiː 3:30 treɪn tuː ˈmænʧɛstər ɪz

In this scenario, using the “strong” form for key words like “excuse,” “tell,” and “platform” can make your question more assertive and ensure that with the correct stress these words can convey a sense of urgency and importance, which can help grab the attention of the person you’re asking for directions .

On the other hand, if you were to use the “weak” form throughout the question, it might not be as effective in getting the attention of the person you’re speaking to, especially in a noisy environment like a busy train station. It could also make your question sound less confident or assertive, potentially leading to confusion or miscommunication.

La corretta identificazione e utilizzo delle forme “strong” e “weak” contribuiscono alla fluidità della conversazione e alla comprensione reciproca. Non essere consapevoli di queste differenze o l’utilizzo sbagliato produrrebbe risposte che suonano non naturali e non chiare per il tuo interlocutore madrelingua. Per contro esserne consapevole permetterà di comprendere meglio la logia del discorso e quindi lo speaking di un madrelingua.


Gli Inglesi parlano troppo velocemente

Gli Inglesi parlano troppo velocemente

e mentre gli inglesi sembrano essere non curanti, ci si chiede se occorra un “extra brevetto” per comprenderli

Ciò che può aiutare a capire perché gli Inglesi parlano velocemente, o così pare, è una cosa che sia chiama connected speech” (discorso connesso) che racchiude una serie di regole per comprendere meglio come funziona l’Inglese parlato. Ovvero le parole all’interno di una frase sono collegate in modo fluido e naturale attraverso varie tecniche di assimilazione, riduzione e collegamento dei suoni. Questo rende la lingua inglese molto fluente e melodica, ma può anche contribuire a una percezione di velocità nel discorso.

Vi consiglio queste 3 schedine di BBC Learning English about Pronunciation tips che spiegano alcune regole fondamentali per cui gli Inglesi parlano velocemente

Schedina 1, Schedina 2, Schedina 3

In inglese, le parole non ricevono lo stesso accento o stress durante la pronuncia

Solo le parole più importanti nella frase sono enfatizzate, mentre le altre parole sono pronunciate in modo più veloce e ridotto. Questo significa che durante la conversazione, le parole meno importanti vengono “mangiate” o pronunciate in modo più veloce e meno distintivo.

Ad esempio, nella frase “I am going to the store”, le parole “am”, “to”, e “the” potrebbero essere pronunciate più velocemente e in modo meno enfatico rispetto alle parole “I”, “going”, e “store”, che trasportano il significato principale della frase.

Questo tipo di struttura linguistica può portare a una percezione di velocità nel discorso degli Inglesi pertanto parlare lentamente può sembrare innaturale per i madrelingua!

Pertanto amici, mi sento di dire che oltre alla grammatica , sarebbe giusto dedicare uno studio più approfondito sulle caratteristiche del discorso connesso, in modo da entrare sempre di più nella logica della lingua Inglese.

Per avere altre delucidazioni in tema grammaticale clicca qui

Paese che vai usanze che trovi

Paese che vai usanze che trovi

When in Rome….do as the Romans do

english proverb

Pasti nel mondo! paese che vai, usanze che trovi! in Inglese “When in Rome…” da solo o con il seguito “do as the Romans do”…tricky! a significare che “when you are visiting another place, you should follow the customs of the people in that place” quando visiti un paese diverso da tuo, dovresti adattarti alle usanze di quel popolo. Interessante che in Inglese ci sia una espressione che faccia espresso riferimento alla Roma degli antichi Romani….ma perchè ciò?

L’ espressione “When in Rome, do as the Romans do” (Quando sei a Roma, comportati come fanno i romani) è un antico detto che invita le persone a seguire le usanze e le tradizioni del luogo in cui si trovano.

Le origini di questo detto risalgono all’epoca dell’Impero Romano. Roma era una città molto influente e il centro di un vasto impero che abbracciava molte culture e tradizioni diverse. Quando i visitatori arrivavano a Roma da altre parti dell’impero, veniva loro consigliato di adattarsi alle usanze locali per evitare problemi o incomprensioni.

L’origine precisa del detto è incerta, ma si pensa che rifletta l’atteggiamento pragmatico e tollerante dei Romani verso le diverse culture che si incontravano nel loro impero. In sostanza, l’invito è quello di rispettare le norme sociali e culturali del luogo in cui ci si trova, anziché imporre le proprie abitudini o aspettative.

Ma chi è stato a coniare questa espressione?

Si è risaliti a Sant’Agostino e Sant’ Ambrogio, si vedano i link a seguire

https://theculturetrip.com/europe/italy/articles/the-origin-of-the-saying-when-in-rome-do-as-the-romans-do

https://blog.johncabot.edu/student-life/italian-life/5-idioms-about-rome-to-know-when-you-study-abroad-in-italy

Se ti è piaciuto questo articolo, you may also like English Idioms hub

Quale futuro utilizzare?

Quale futuro utilizzare?

studente che chiede delucidazioni

Quale futuro utilizzare? è una domanda che troppo spesso crea confusione negli studenti che si trovano a studiare le forme di futuro in Inglese. Senza pensare che quasi sempre poi ci si mette anche la forma progressiva a complicare le cose!

Eppure la soluzione al dilemma non è tanto fuori portata, come diciamo in Inglese “out of reach”, basterà tenere a portata di mano, o meglio di mouse, questo piccolo prospettino che include le principali forme di futuro con domande che possono aiutare ad individuare la forma di futuro più consona da utilizzare. Imp: non sono incluse le forme progressive poiché come primo step, a mio avviso possono essere lasciate indietro. Sara un secondo step, una volta capito il meccanismo di selezione della forma verbale più appropriata, quello di “aggiungere” la forma progressiva.

Giusto un esempio a chiarimento: I will travel (forma semplice). —– —-> I will be traveling (forma progressiva)

Ecco di seguito slides e link per scaricare il prospettino. A presto!

Cucinare con…..le emozioni!                                         Cooking with…..emotions!

Cucinare con…..le emozioni! Cooking with…..emotions!

In occasione del compleanno di una mia young pupil, ho pensato di farla giocare con un pò di vocabolario e per rendere la ricetta della torta più divertente, di far associare ingredienti ad emozioni e…. vedere che torta ne viene fuori!

Una ricetta alternativa! step successivo potrà essere quello di incoraggiare lo studente ad abbinare le sensazioni ai gusti e agli ingredienti corrispondenti. Facendo così potranno immaginare in che modo ciascun gusto contribuisce all’esperienza emotiva complessiva di una festa di compleanno. Questa attività non solo migliorerà il loro vocabolario, ma incoraggerà anche il pensiero e l’espressione creativi.

Vale la pena ribadire che l’obiettivo è duplice, vocabolario da una parte e pensiero creativo dall’altra.

Vocabolario: In particolare partendo dagli aggettivi che normalmente conoscono bene, i ragazzi potranno imparare i nomi astratti, con i quali sono ahimè di solito poco avvezzi (es: happy—happiness; bored—boredom, etc)

Pensiero creativo: emozionale e personale . I ragazzi cercheranno dentro di sé i nomi “del loro sentire” (naturalmente, vista la giovane età, tenderanno a fare una lista di sentimenti positivi) che potranno poi liberamente associare agli ingredienti (es: hope — flour; joy — cream, etc)

Successivamente potranno dare una misura a tali ingredienti, per la loro torta (es: two gallons of flour, 2 table spoons of joy, etc)

Ecco alcune slides, come sono state “lavorate” oggi ….!

di seguito un link ad un grazioso video dal web, enjoy!

Formal and less formal register in writing and speaking

Formal and less formal register in writing and speaking

L’uso appropriato del registro linguistico rappresenta una competenza cruciale nella comunicazione, sia scritta che parlata. In molti contesti, scrivere o parlare con un linguaggio troppo formale può risultare inappropriato e persino controproducente. È importante che gli studenti comprendano che l’impatto della comunicazione dipende non solo dalla correttezza grammaticale, ma anche dalla scelta del registro linguistico adatto alla situazione.

Spesso si tende a credere che un linguaggio sofisticato e formale faccia sempre colpo, ma questa convinzione può rivelarsi errata. L’uso eccessivo di un vocabolario elevato può rendere la comunicazione artificiosa e innaturale.

In particolare, in Italia, dove la formazione linguistica si basa su un costrutto latino ricco, retorico ed aulico, è fondamentale comprendere che parlare o scrivere come se si stesse leggendo un testo accademico non è necessariamente un indicatore univoco di abilità linguistica.

Gli studenti, specialmente quelli con un livello C1, dovrebbero essere consapevoli del rischio di apparire innaturali e di mettere l’interlocutore in una posizione scomoda. La comunicazione efficace richiede la capacità di adattare il proprio registro linguistico alla situazione specifica. L’uso appropriato della lingua, in termini di tono e stile, consente una comunicazione più fluida e autentica, facilitando il corretto indirizzamento della conversazione.

In conclusione, incoraggiare gli studenti a sviluppare la consapevolezza della varietà di registri linguistici e a utilizzare un linguaggio adatto alla situazione è essenziale per la loro crescita linguistica e per comunicare in modo efficace in diverse circostanze.

Di seguito alcuni esempi di frasi formali e la versione informale

  • Formal: I appreciate your prompt response to my inquiry. Informal: Thanks for getting back to me so quickly.
  • Formal: I regret to inform you that the position has been filled. Informal: Sorry, but the job has already been taken.
  • Formal: It has come to my attention that there is a discrepancy in the financial report. Informal: Hey, I noticed there’s a mistake in the financial report.

Inoltre ecco alcuni esempi di parole o frasi di collegamento formali e i loro corrispettivi informali:

  • Formale: Moreover, it is essential to consider the long-term implications of the decision.
    • Informale: Also, we need to think about what will happen in the long run.
  • Formale: In conclusion, I would like to summarize the key points of our discussion.
  • Informale: To sum up, let’s go over the main things we talked about.
  • Formale: Nevertheless, we must acknowledge the challenges ahead and work towards solutions.
    • Informale: But we have to admit there are some tough times ahead and figure out what to do.
  • Formale: Furthermore, it is imperative that all team members adhere to the established protocols.
  • Informale: And, everyone needs to follow the rules we set.
  • Formale: Consequently, the company has decided to implement a new policy for improved efficiency.
  • Informale: So, we’re gonna try out this new policy to make things work better.
La ricetta dell’Amicizia

La ricetta dell’Amicizia

Qual è la ricetta per l’ Amicizia? quali ingredienti mettere per ottenere una buona amicizia?
Quando si tratta di amicizia, gli studenti più giovani si illuminano! non c’è argomento più dolce di quello di elencare i pregi dei migliori amici e la lista delle cose da fare insieme.
Questa lezione è una piacevole passeggiata mano nella mano con gli studenti dai 10 anni in sù.
Focus listening e vocabulary

Ho utilizzato risorse sul web, come questo grazioso video.




Per i più grandi si può fare l’ attività di seguito riportata, un pò più impegnativa.


Adesso vediamo più nel dettaglio quali parole gli studenti hanno apprezzato ed aggiunto!

Goofiness : The state of being “goofy” (Silly) – Allegria – cretinaggine

Honesty : the state of being honest – Onestà

Trust: essere fedele – fiducia

Fun: divertimento

Respect: Rispetto

Arguments: litigi

no jealousy: zero gelosia

Help: Aiuto

Share: condividere

Secrets: segreti

Keep promises: mantenere le promesse

to get along with/to get on : andare d’accordo

Rabbit out of the hat e down the hole

Ecco due espressioni idiomatiche che parlano di conigli…molto evocative “rabbit out of a hat” e “Down the rabbit hole”

Rabbit out of a hat

“Pull a rabbit out of the hat” è una frase tanto enigmatica quanto evocativa. Questa espressione, nata dall’immaginario magico del prestigiatore, ha trovato un posto nella lingua comune come simbolo di sorpresa, abilità e persino miracolo. Ma che significato si cela dietro questa metafora incantevole? 🎩🐇✨

Si tratta di una espressione idiomatica che in Inglese è definita come “to find or obtain a sudden solution to a problem“, ovvero trovate inaspettatamente / improvvisamente una soluzione ad un problema. Ci si riferisce pertanto ad un’abilità sorprendente nel trovare una risposta a una situazione difficile.

Down the rabbit hole

In 1865, Lewis Carroll introduced the idiom in the novel Alice’s Adventures in Wonderland. The chapter one title was, “Chapter One – Down the Rabbit Hole”. Alice follows a white rabbit with pink eyes because she saw the rabbit checking a pocket watch. She chases the rabbit, and it bounds into a rabbit hole.[2] Alice falls into the rabbit hole, and it is a long fall, which leads her to “Wonderland”.[3] In the novel, after the fall, the main character ends up in a literal strange world.[4] – Wikipedia

Nel 1865, Lewis Carroll introdusse l’idioma nel romanzo Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie. Il titolo del primo capitolo era “Capitolo uno – Giù la tana del coniglio”. Alice segue un coniglio bianco con gli occhi rosa perché ha visto il coniglio controllare un orologio da tasca. Insegue il coniglio e cade nella tana ed è una lunga caduta, che la porta nel “Paese delle Meraviglie”. Nel romanzo, dopo la caduta, il personaggio principale finisce in un mondo letteralmente strano.

Questo idioma è ispirato al personaggio di Alice nel paese delle meraviglie. Si usa per descrivere un processo o un’esperienza che diventa sempre più complesso o bizzarro man mano che ci si immerge in esso, spesso senza possibilità di ritorno alla normalità.

Su un piano simbolico, possiamo visualizzare la tana del Bianconiglio come l’entrata nell’inconscio, nel “sottomondo”. Inconscio, come desideri, pensieri, emozioni, istinti repressi, esiliati lontano dalla coscienza.

    acqua acquolina

    Acqua e acquolina , come dire “Acqua in bocca” o “avere l’acquolina in bocca”, tutte espressioni idiomatiche che hanno a che fare con l’ acqua. Vediamole in Inglese

    Acqua in bocca” in Italiano si dice per quando ci si vuole raccomandare a qualcuno affinché non divulghi un segreto o una notizia. In Inglese abbiamo diversi modi per esprimere l’idea di mantenere il segreto, uno di questi ha a che fare con il cappello, ossia “Tienilo sotto il cappello” per dire di tenerlo nascosto e non divulgare la notizia.

    to keep (something) secret (mantenere il segreto)

    Keep it under your hat! ….. I’m getting married next week!

    Avere l’acquolina in bocca! quando già l’idea di mangiare qualcosa ci prepara a mangiarlo! e tanto è il desiderio che già ci pare ci assaporarlo!

    Quando qualcosa viene descritto come “da leccarsi i baffi“, significa che sembra o suona estremamente delizioso o appetitoso. La frase evoca la sensazione di una bocca produrre saliva in previsione di mangiare qualcosa di gustoso.
    ex: Non appena ho sentito l’odore del barbecue, la mia bocca ha iniziato a “watering” ; non essendo possibile una traduzione letterale, ovvero potremmo dire “riempirsi d’acqua”….



    When something is described as “mouth-watering,” it means that it looks or sounds extremely delicious or appetizing. The phrase evokes the sensation of one’s mouth producing saliva in anticipation of eating something tasty.
    ex: As soon as I smelled the aroma of the barbecue, my mouth started watering.

    Per altre espressioni idiomatiche vedi qui

    acqua in bocca acquolina in bocca AI approccio emozionale British vs American c1 carpa casado cibo più antico condizionali in Inglese connected speech devo must/have to down the rabbit hole errori native speakers esigenti false friends food idioms giocare con le parole homophones idiomi inglesi idioms about the weather il condizionale misto io devo l'inglese è la lingua di tutti Lesson plan lezioni b1-c1 lezioni immersive mental Neanderthals parole omofone parole stesso suono pasto completo casado pinch of salt pizzico di sale pronuncia strong e weak pronuncia weak errori pura vida rabbit rabbit out the hat robot teacher robot teachers scenari globali Shakespeare e knight speaking and writing trends2024

    Errori dei native speakers

    Oggi parliamo degli errori più comuni che i native speakers possono fare….sì, hai letto bene..

    La lingua Inglese e la lingua Italiana hanno due storie diverse

    Il presupposto infatti è che la lingua Italiana scritta ha una origine antica ed ha influenzato e talvolta preceduto la lingua parlata.

    Il processo di standardizzazione e sviluppo dell’ Italiano moderno ha avuto luogo principalmente durante il Rinascimento, quando l’ Italiano antico, utilizzato nei testi letterari e nelle opere di autori rinomati come Dante Alighieri, Francesco Petrarca e Giovanni Boccaccio, ha fornito un modello linguistico unificato. Questa forma di Italiano letterario, basata principalmente sul dialetto toscano, ha stabilito le fondamenta per la lingua italiana moderna.

    Per contro la lingua Inglese è stata per secoli una tradizione orale, e in seguito ha iniziato il suo processo di evoluzione sia nella lingua scritta che in quella parlata, con una serie di fattori che hanno contribuito al suo sviluppo nel corso dei secoli.

    La lingua Inglese più antica, o anglosassone, era già in uso prima della nascita della lingua Inglese scritta standardizzata. Tuttavia, durante il Medioevo, l’inglese antico scritto iniziò a prendere forma attraverso testi come il poema epico “Beowulf”. Successivamente, con l’introduzione della stampa di Gutenberg nel XV secolo, l’ Inglese scritto cominciò a diffondersi in tutto il paese, anche se inizialmente con molta varietà regionale.

    Tuttavia, l’ Inglese moderno ha subito una significativa evoluzione sia nella sua forma scritta che parlata. Ad esempio, l’ Inglese moderno è stato plasmato dall’influenza della lingua francese durante il periodo normanno e successivamente ha subito ulteriori influenze da altre lingue grazie ai contatti commerciali e coloniali.

    L’avvento della stampa, l’istruzione pubblica, i mezzi di comunicazione di massa e l’era digitale hanno tutti contribuito a plasmare e diffondere la lingua inglese scritta e parlata. Inoltre, il fatto che l’Inglese sia una lingua globale ha portato a una continua evoluzione e adattamento per soddisfare le esigenze di comunicazione dei parlanti non nativi in tutto il mondo.

    Pertanto è verosimile affermare che mentre in Italiano la lingua scritta e parlata tendono a corrispondere, in Inglese, c’è discrepanza tra la forma scritta e parlata

    La pronuncia può influenzare l’ortografia e la grammatica, e di come alcuni errori comuni possano derivare da questa somiglianza fonetica

    Frase con errore a base fonetica:
    “I could have done it.” /aɪ kʊd əv dʌn ɪt./

    Spiegazione: La pronuncia di HAVE e OF nella forma weak, ossia debole non enfatizzata , corrisponde

    Pertanto ecco una lista di errori che possono derivare dalla pronuncia e influenzare l’ortografia e la grammatica (la grammatica andrebbe comunque studiata!)

    Utilizzo improprio di “their,” “there,” e “they’re”: La pronuncia veloce può portare a confondere queste parole omofone

    Confusione tra “your” e “you’re”: Anche queste due parole possono essere confuse a causa della somiglianza nella pronuncia, portando a errori come scrivere “your welcome” invece di “you’re welcome”.

    Utilizzo improprio di “its” e “it’s”: La contrazione “it’s” (“it is” o “it has”) può essere facilmente confusa con la forma possessiva “its” quando si scrive velocemente o in modo informale.

    Confusione tra “than” e “then”: Queste due parole, anche se hanno significati diversi, possono essere confuse a causa della loro somiglianza nella pronuncia, portando a errori come scrivere “I’m taller then you” invece di “I’m taller than you”.

    Utilizzo improprio di “were,” “we’re,” e “where“: Anche queste parole possono essere confuse a causa della loro somiglianza fonetica, portando a errori come scrivere “were going to the park” invece di “we’re going to the park” o “where going to the park”.

    Il Condizionale misto

    e dopo condizionale 0,1,2,3…arriva il condizionale di tipo misto. ma perchè , chiedono gli studenti, non bastavano gli altri? a quanto pare no.

    I Condizionali sono generalmente insegnati l’uno di seguito all’altro, in un elenco che parte dal “Condizionale di tipo 0”, poi il “condizionale di tipo 1”, a seguire il “condizionale di tipo 2” , per arrivare po al “condizionale di tipo 3”, e questo elenco più che una numerazione in ordine crescente mi riporta con la mente agli “incontri ravvicinati del terzo tipo

    Scherzi a parte, stavo ragionando sul fatto che il metodo di insegnamento dovrebbe essere un pò già dinamico e meno tecnico, poiché riscontro in molti studenti fatica a contestualizzare questi condizionali in una reale di conversazione.

    Ad ogni modo, ciliegina sulla torta è quando dopo Condizionale 0,1,2,3,…arrivano altri due tipi di condizionale detto “Misto”

    La prima domanda che viene spontanea è “ma perchè?” e apparentemente sembra essere tutto molto più complicato e distante dalla realtà (definizioni che si trovano (giustamente) nei libri del tipo: verità scientifiche, ipotesi reali, speculazioni sul futuro, ipotesi improbabili, speculazioni sul passato ).

    Eppure per la lingua Italiana non dovrebbe essere un problema, poiché ci sono similitudini

    Tant’è che il Condizionale di tipo misto si utilizza correntemente nella quotidianità, e addirittura forse più correttamente di altri tipi di condizionale (ad esempio il tipo2, in cui in Italiano molti scambiano il congiuntivo con il condizionale oppure lo sostituiscono con l’imperfetto indicativo)

    Esempio 1: se avessi fame, mangerei (nella declinazione: se avevo fame, mangiavo o mangerei)

    Esempio 2: eppure correttamente “se avessimo guardato la mappa, a quest’ora non ci saremmo persi!”

    Nell’esempio 2 ogni Italiano capisce che quel “a quest’ora non ci saremmo persi” significa che nel momento presente ci siamo persi perché nel passato non abbiamo guardato la mappa.

    Pertanto ogni tecnicismo del tipo: “la situazione riferita al passato può può anche essere rapportata al presente e in questo caso il risultato della ipotesi “IF…..”, sarà espresso con il condizionale presente ” ( e non con il condizionale passato)

    to be continued……

    acqua in bocca acquolina in bocca AI approccio emozionale British vs American c1 carpa casado cibo più antico condizionali in Inglese connected speech devo must/have to down the rabbit hole errori native speakers esigenti false friends food idioms giocare con le parole homophones idiomi inglesi idioms about the weather il condizionale misto io devo l'inglese è la lingua di tutti Lesson plan lezioni b1-c1 lezioni immersive mental Neanderthals parole omofone parole stesso suono pasto completo casado pinch of salt pizzico di sale pronuncia strong e weak pronuncia weak errori pura vida rabbit rabbit out the hat robot teacher robot teachers scenari globali Shakespeare e knight speaking and writing trends2024

    Il cibo cucinato più antico

    Mi stavo chiedendo quale fosse il cibo cucinato più antico nel mondo, mai trovato, scoperto o ipotizzato……

    It was a large carp, the oldest cooked food of whose traces have been found.

    Era una grande carpa, il più antico cibo cotto di cui sia stata trovata traccia.

    Eravamo rimasti a questo articolo da The Guardian in cui simpaticamente i Neanderthals erano appellati foodies

    Se pensavi che i Neanderthal sopravvivessero con una dieta di bacche foraggiate e carne animale cruda, ripensaci. I resti carbonizzati di quello che sembra essere il pasto cucinato più antico del mondo mai trovato sono stati dissotterrati in un complesso rupesco nel nord dell’Iraq, spingendo la speculazione che i Neanderthal possano essere stati buongustai.

    https://www.theguardian.com/science/2022/nov/23/oldest-cooked-leftovers-ever-found-suggest-neanderthals-were-foodies

    Ma ecco un altro articolo, ad oggi l’ultimo nel suo genere, svela che il cibo cucinato più antico …è….il pesce!

    It dates back to 780,000 years ago, and indicates with certainty that man started cooking hundreds of thousands of years ago…

    An International Research group, led by Irit Zohar of the University of Tel Aviv, on the site of Gesher Benot Ya’aqov, in Israel discovered that cooking of food has been one of the great improvements in the human diet: It facilitates the digestibility of food by eliminating dangerous pathogens .

    By analyzing now large quantities of fish remains (especially large carp) and human teeth, found at the site of Gesher Benot Ya’aqov, the researchers were able to determine a new dating for the first cooking of food, as many as 780 thousand years ago.

    “These new discoveries – Zohar said – demonstrate not only the importance of freshwater habitats and the fish they contained for the livelihood of prehistoric man, but also illustrate the ability of prehistoric humans to control fire to cook food and their understanding of the benefits of cooking fish before eating it.”

    by Ansa

    Lingua Franca

    English as Lingua Franca

    lingua franca (/ˌlɪŋɡwə ˈfræŋkə/; lit. ’Frankish tongue’; for plurals see § Usage notes),[1] also known as a bridge languagecommon languagetrade languageauxiliary languagevehicular language, or link language, is a language systematically used to make communication possible between groups of people who do not share a native language or dialect, particularly when it is a third language that is distinct from both of the speakers’ native languages.

    from Wikipedia

    Questo articolo è dedicato al concetto dell’ Inglese come lingua franca. Perché è importante capire questo concetto?

    E’ importante per tutte le persone che fino ad oggi guardano all’ Inglese con un senso di inferiorità, come una lingua per i “pochi”, i native o near native, quelli bravi, con le certificazioni e quant’altro.

    Attenzione non è così! C’è un motivo alla base delle diffusione della lingua Inglese nel mondo e non ci deve essere alcun senso di inferiorità o sudditanza psicologica.

    Capire infatti i motivi alla base di questa diffusione globale delle Lingua Inglese aiuterà a mettere le cose al giusto posto!

    Comunicazione: L’inglese serve come lingua comune per la comunicazione internazionale. L’inglese fornisce un medium condiviso attraverso il quale gli individui possono scambiare idee, fare affari, negoziare trattati e collaborare su progetti.

    Accesso alle informazioni: L’inglese è la lingua dominante in vari settori come scienza, tecnologia, business, accademico e intrattenimento. La competenza in inglese migliora l’accesso a una vasta gamma di risorse.

    Opportunità di carriera: La competenza in Inglese è spesso un prerequisito per l’occupazione in aziende multinazionali, organizzazioni internazionali e settori con una presenza globale. I datori di lavoro apprezzano i candidati che sanno comunicare efficacemente in Inglese.

    Avanzamento educativo: Molte delle migliori università del mondo offrono corsi e programmi insegnati in inglese. La competenza in inglese apre porte a opportunità di istruzione superiore all’estero, borse di studio, collaborazioni di ricerca ecc.

    Scambio culturale: L’inglese serve come veicolo per lo scambio culturale e la comprensione. Gli individui possono esplorare prospettive, tradizioni e idee diverse, favorendo il dialogo interculturale e l’empatia.

    Viaggi e turismo: La competenza in Inglese facilita le esperienze di viaggio e turismo, poiché consente alle persone di navigare nei paesi stranieri, comunicare con i locali e accedere a attrazioni turistiche, alloggi e servizi in modo più comodo e sicuro.

    Cittadinanza globale: In un mondo sempre più interconnesso dalla tecnologia e dalla globalizzazione, la competenza in inglese favorisce un senso di cittadinanza globale. Consente agli individui di partecipare a conversazioni globali, sostenere questioni internazionali e collaborare alla risoluzione di sfide globali come il cambiamento climatico, la povertà e le violazioni dei diritti umani.

    “Lingua franca” refers to a language that is adopted as a common means of communication between speakers whose native languages are different.

    It serves as a bridge language, enabling people from diverse linguistic backgrounds to understand and communicate with each other.

    Historically, lingua franca emerged in various contexts, such as trade, diplomacy, and cultural exchange, where people with different native languages needed to interact. These languages often developed organically, evolving from pidgin languages or simplifications of existing languages to facilitate basic communication. Over time, lingua franca have played crucial roles in facilitating commerce, diplomacy, and cultural exchange across regions and civilizations.

    In contemporary times, English has emerged as the predominant lingua franca on a global scale. It is widely used in international business, academia, science, technology, diplomacy, and popular culture. English’s status as a lingua franca has been influenced by historical factors such as British colonialism, the spread of American cultural influence, and the rise of the internet and globalization.

    As a lingua franca, English enables people from different linguistic backgrounds to communicate effectively, breaking down barriers and facilitating global interactions. Its widespread use has led to its adoption as a second or foreign language by millions of people worldwide, making it an essential skill in today’s interconnected world.


    Storicamente, la lingua franca è emersa in vari contesti, come il commercio, la diplomazia e lo scambio culturale, dove le persone con diverse lingue native dovevano interagire. Queste lingue spesso si sono sviluppate organicamente, evolvendo dalle lingue Pidgin o semplificazioni delle lingue esistenti per facilitare la comunicazione di base.

    Nel corso del tempo, lingua Franca ha svolto un ruolo cruciale nel facilitare il commercio, la diplomazia e lo scambio culturale tra regioni e civiltà.

    In epoca contemporanea, l Inglese è emerso come la lingua franca predominante su scala globale. È ampiamente usato nel commercio internazionale, nel mondo accademico, nella scienza, nella tecnologia, nella diplomazia e nella cultura popolare. Lo status dell’ Inglese come lingua franca è stato influenzato da fattori storici come il colonialismo britannico, la diffusione dell’influenza culturale americana e l’ascesa di internet e della globalizzazione.

    Come lingua franca, l’ Inglese consente a persone di diverse provenienze linguistiche di comunicare in modo efficace, abbattendo le barriere e facilitando le interazioni globali. Il suo uso diffuso ha portato alla sua adozione come seconda lingua o lingua straniera da milioni di persone in tutto il mondo, che lo rende una competenza essenziale nel mondo interconnesso di oggi.

    io devo

    io devo, come lo possiamo tradurre in Inglese?
    a scuola si studiano i verbi MUST e HAVE TO. quale scegliere?

    La differenza principale tra “must” e “have to” riguarda il grado di obbligatorietà e l’origine dell’obbligo

    1. Must: dovere/obbligo/regola
    • “Must” viene utilizzato per esprimere un’obbligazione forte o un’indicazione di necessità che deriva dall’autorità esterna o dalle regole.
    • Si usa spesso per parlare di obblighi personali o formali.
    • Esempio: “I must finish this project by Friday” (Devo finire questo progetto entro venerdì).
    1. Have to: dovere-necessità
    • “Have to” esprime un obbligo o una necessità simile a “must”, ma spesso indica un obbligo esterno o una situazione che richiede azione.
    • È più flessibile di “must” e può riflettere sia obblighi esterni che interni.
    • Esempio: “I have to go to work tomorrow” (Devo andare al lavoro domani)

    Sebbene in molti casi, specialmente nel linguaggio quotidiano, “must” e “have to” possano essere intercambiabili, c’è una differenza importante in alcuni contesti. Quando il soggetto è “I”, la differenza tra “must” e “have to” può essere significativa.

    • “Must” con il soggetto “I” spesso indica una decisione personale, che scaturisce da un sentire personale.
    • “Have to” con il soggetto “I” può indicare una decisione come conseguenza di un obbligo esterno.

    esempio tipico:

    I must go to the dentist (se ho male al dente sto comunicando che penso ci devo andare, per farmi curare)

    I have to go to the dentist (devo andare, ho un appuntamento)

    In breve, con il soggetto “I”, “must” spesso si riferisce a una scelta o a un’autorizzazione personale, mentre “have to” indica una decisione come conseguenza di un “dovere esterno”.

    Sebbene in molti contesti comuni, i due verbi possano essere utilizzati in modo intercambiabile, è importante essere consapevoli di questa differente sfumatura, per comunicare in modo efficace il proprio messaggio.