Il cibo cucinato più antico

Mi stavo chiedendo quale fosse il cibo cucinato più antico nel mondo, mai trovato, scoperto o ipotizzato……

It was a large carp, the oldest cooked food of whose traces have been found.

Era una grande carpa, il più antico cibo cotto di cui sia stata trovata traccia.

Eravamo rimasti a questo articolo da The Guardian in cui simpaticamente i Neanderthals erano appellati foodies

Se pensavi che i Neanderthal sopravvivessero con una dieta di bacche foraggiate e carne animale cruda, ripensaci. I resti carbonizzati di quello che sembra essere il pasto cucinato più antico del mondo mai trovato sono stati dissotterrati in un complesso rupesco nel nord dell’Iraq, spingendo la speculazione che i Neanderthal possano essere stati buongustai.

https://www.theguardian.com/science/2022/nov/23/oldest-cooked-leftovers-ever-found-suggest-neanderthals-were-foodies

Ma ecco un altro articolo, ad oggi l’ultimo nel suo genere, svela che il cibo cucinato più antico …è….il pesce!

It dates back to 780,000 years ago, and indicates with certainty that man started cooking hundreds of thousands of years ago…

An International Research group, led by Irit Zohar of the University of Tel Aviv, on the site of Gesher Benot Ya’aqov, in Israel discovered that cooking of food has been one of the great improvements in the human diet: It facilitates the digestibility of food by eliminating dangerous pathogens .

By analyzing now large quantities of fish remains (especially large carp) and human teeth, found at the site of Gesher Benot Ya’aqov, the researchers were able to determine a new dating for the first cooking of food, as many as 780 thousand years ago.

“These new discoveries – Zohar said – demonstrate not only the importance of freshwater habitats and the fish they contained for the livelihood of prehistoric man, but also illustrate the ability of prehistoric humans to control fire to cook food and their understanding of the benefits of cooking fish before eating it.”

by Ansa

Mangiare con le mani? perchè no!

Mangiare con le mani? perchè no!

Le buone maniere a tavola, o table manners, sono un insieme di regole sociali che guidano il comportamento appropriato durante i pasti. Queste regole variano considerevolmente da cultura a cultura e riflettono spesso tradizioni e valori specifici di ciascuna società.

È importante essere consapevoli di tali differenze quando si viaggia o si interagisce con persone di diverse culture per evitare comportamenti che potrebbero essere considerati maleducati o inappropriati

Mangiare con le mani è un’esperienza sensoriale che coinvolge non solo il senso del gusto, ma anche il tatto e persino l’olfatto.

Ecco alcune espressioni inerenti al mangiare con le mani, imparale tutte!

È un rituale che va oltre il semplice atto di nutrirsi, trasformando un pasto in un’esperienza culturale e sociale ricca di significato. In tutto il mondo, molte culture praticano il mangiare con le mani come un gesto di connessione con il cibo e con gli altri.

In Indonesia, il nasi goreng, un piatto di riso fritto, è spesso consumato con le mani. Questo piatto versatile può essere preparato con una vasta gamma di ingredienti, come verdure, carne, pesce o uova. I commensali prendono piccoli pezzi di riso con le dita e li gustano con le diverse salse e condimenti disponibili.

Nel Nepal, il dal bhat, un pasto composto da riso, lenticchie, verdure e spesso carne o pesce, è tradizionalmente consumato con le mani. Questo piatto è una parte fondamentale della cucina nepalese e viene servito in molte case e ristoranti. I commensali usano le dita per prendere il riso e il condimento di lenticchie, amalgamandoli insieme prima di portarli alla bocca.

In tutte queste culture, mangiare con le mani non è solo una pratica culinaria, ma anche un’espressione di convivialità e un modo per connettersi con il cibo in modo più intimo e gratificante.

In Marocco, ad esempio, il couscous viene spesso consumato con le mani. Questo piatto tradizionale nordafricano è composto da semola di grano duro condita con una varietà di verdure, carne e spezie. I commensali si riuniscono intorno a un grande piatto centrale e, con le mani pulite, prendono piccoli grappoli di couscous e li mangiano con gusto, mescolando sapientemente i vari ingredienti per ottenere la combinazione di sapori desiderata. Anche io in un viaggio in Marocco alcuni anni fà, in cui, al seguito di mio marito per lavoro, mi sono ritrovata fuori dai percorsi turistici, a degustare thè e coucous fra la gente comune, in particolare vi racconto dell’uso delle mani per attingere dal piatto principale comune, o bere thè dallo stesso bicchiere come segno di convivialità e condivisione.

e tu cosa ne pensi? hai mai provato? che sensazioni ti ha dato?

Pizzico di sale

Esplorando l’Idioma “Pinch of Salt” …..possibilmente iodato!

Cari amanti della cucina e della lingua inglese, oggi vi invito ad esplorare un modo di dire che che potrà dare un tocco di sapore e saggezza alla vostra conversazione: il mitico “pinch of salt” o “pizzico di sale” !

Ma come possiamo applicare questo concetto in cucina? Beh, è tempo di indossare il grembiule e siete pronti a scoprire come prendere tutto con un pizzico di sale 🧂👨‍🍳📚

Definizione di “Pinch of Salt”: 🧂

Immagina di essere in cucina e di prendere un pizzico di sale per dare sapore a un piatto. Bene, “pinch of salt” è esattamente questo – una piccola quantità di scetticismo o dubbio che si aggiunge a ciò che si sente o si legge. In poche parole, significa prendere qualcosa con cautela e non prenderlo troppo alla lettera.

Curiosità

In epoca romana il sale veniva considerato un bene prezioso. Era così prezioso che si diceva che gli antichi romani prendessero “un pizzico di sale” per proteggersi dagli spiriti maligni durante le conversazioni.

per saperne di più sui pasti nell’antica Roma ho trovato questo sito

Curiosità

Nel Medioevo, si credeva che il sale avesse il potere di scongiurare il male. Quindi, quando le persone mangiavano insieme, prendevano un pizzico di sale per scacciare eventuali spiriti maligni o tensioni tra di loro.

Per scoprire qualcosa in più di come mangiavano nel Medioevo, ho trovato questo sito

Esempi di “Pinch of Salt” in Action

Notizie Sensazionalistiche: Quando leggi un titolo di giornale stravagante, prendilo sempre con un pizzico di sale. Potrebbe non essere tutto oro ciò che luccica!

Promesse Politiche: Durante la campagna elettorale, è meglio prendere le promesse dei politici con un pizzico di sale. Non sempre tutto ciò che promettono si avvera!

Rumori di Corridoio: Se senti dei pettegolezzi in ufficio, prendili con un pizzico di sale. Potrebbero essere solo voci infondate.

Concludendo, ragazzi, prendete tutto con un pizzico di sale e mantenete un atteggiamento sano di scetticismo.

e…ricordate sempre che la lingua inglese è piena di sfumature e divertenti modi di esprimersi!

Icing on the cake

Icing on the cake

A popular English idiom related to food is “icing on the cake.” This expression is used to describe something additional or extra that makes an already positive situation even better.

The idiom refers to the practice of adding icing, or frosting, on top of a cake to make it tastier and more appealing. So, figuratively, “icing on the cake” is used to describe an additional element that enhances an already enjoyable or satisfying experience.

Example: Let’s say you’ve been promoted at work and received a salary increase. This is already a positive event, but if your boss also offers you the opportunity to work in an office with a breathtaking view of the city, you might say: “The promotion is great, but working in that office with a view of the city is the icing on the cake!” meaning an additional bonus that makes the experience even more rewarding.

To “ice a cake” means to spread or cover the surface of a cake with icing, frosting, or another type of sweet coating. This process is typically done after the cake has been baked and cooled. Icing can be applied using a spatula, knife, or piping bag to obtain different textures and patterns. The purpose of icing a cake is not only to enhance its appearance but also to add flavor and sweetness to the dessert. Depending on personal preference and the type of cake being made, the icing can vary in thickness, consistency, and flavor.

“Ice a cake” significa coprire o spalmare la superficie di una torta con glassa, frosting o un altro tipo di rivestimento dolce. Questo processo viene tipicamente eseguito dopo che la torta è stata infornata e raffreddata. La glassa può essere applicata usando una spatola, un coltello o una sac à poche per ottenere diverse texture e motivi decorativi. Lo scopo di glassare una torta non è solo quello di migliorarne l’aspetto, ma anche di aggiungere sapore e dolcezza al dolce. A seconda delle preferenze personali e del tipo di torta che si sta preparando, la glassa può variare in spessore, consistenza e sapore.

Un popolare idiom inglese che riguarda il cibo è “icing on the cake”, che letteralmente tradotto significa “la glassa sulla torta”, ad indicare qualcosa di aggiuntivo o di extra che rende una situazione già positiva ancora migliore.

La ciliegina sulla torta! no, la glassa 🙂

L’idioma fa riferimento alla pratica di aggiungere la glassa, appunto icing, sulla parte superiore di una torta per renderla più gustosa e attraente. Quindi, in senso figurato, “icing on the cake” si usa per descrivere un elemento aggiuntivo che migliora un’esperienza già piacevole o soddisfacente.

Esempio: Immagina di avere una promozione a lavoro e di ricevere un aumento di stipendio. Questo è già un evento positivo, ma se il tuo capo ti offre anche la possibilità di lavorare in un ufficio con una vista mozzafiato sulla città, potresti dire: “La promozione è fantastica, ma lavorare in quell’ufficio con vista sulla città è la glassa sulla torta!” In questo esempio, la vista dalla finestra dell’ufficio rappresenta il “icing on the cake”, cioè un bonus aggiuntivo che rende l’esperienza ancora più gratificante.

Il Casado – Costa Rica

Il Casado – Costa Rica

Costa Rica Pura Vida & Casado

Paese che vai, usanze che trovi…e voi vi adattate? When in Rome….? (per chi non lo avesse visto ecco il link che parla di questo antico proverbio Inglese che nomina Roma e gli antichi Romani), a voi piace sperimentare usanze nuove dei paesi che visitate? oppure per non rischiare cercate cibo italiano ovunque andate?

Non c’è dubbio che più chi meno abbia sperimentato un viaggio in un paese straniero, più o meno lontano, più o meno diverso da ciò che si è abituati a vedere quotidianamente, a volte si rimane sorpresi e conquistati, altre delusi. Con questo articolo condivido un piatto tipico dell’America centrale, un piatto che ho apprezzato tantissimo, non solo perchè gustoso e completo, ma anche perchè allegro e colorato!

si tratta del Casado!

La storia del piatto tradizionale costaricano “casado” ha radici nella cultura e nella cucina del Costa Rica. Il termine “casado” deriva dalla parola spagnola che significa “sposato” o “matrimonio”.

Di solito, un “casado” consiste in una porzione di riso bianco, fagioli neri, carne (come pollo, carne di maiale o pesce), un contorno di verdure (spesso insalata, platano fritto o avocado) e talvolta una porzione di tortillas o patacones (banane verdi schiacciate e fritte).

La varietà di elementi che compongono il “casado” riflette la ricchezza della cucina costaricana e la varietà di ingredienti disponibili nel paese.

Il “casado” è un pasto completo e sostanzioso che è diventato popolare come opzione per il pranzo nei ristoranti e nelle case di famiglia in tutto il Costa Rica. È un piatto che riflette la cultura culinaria del paese e comprende diversi elementi chiave.

Oltre a essere un pasto delizioso e nutriente, il “casado” è diventato un simbolo della cultura e dell’identità culinaria del Costa Rica. È spesso considerato un piatto nazionale e viene servito in molti ristoranti come opzione di menu principale.

La sua popolarità è cresciuta nel tempo, diventando una parte importante della tradizione culinaria costaricana e una scelta preferita per coloro che desiderano assaporare i sapori autentici del paese.


In termini nutrizionali, il casado può offrire diversi benefici:

  • Proteine: La presenza di carne (come pollo, maiale o manzo) fornisce proteine di alta qualità, essenziali per la costruzione e il mantenimento dei muscoli e per una varietà di funzioni biologiche.
  • Fibre: I fagioli neri o rossi sono una fonte ricca di fibre, che possono promuovere la salute digestiva, ridurre il rischio di malattie cardiache e regolare i livelli di zucchero nel sangue.
  • Carboidrati: Il riso bianco e i fagioli sono fonti di carboidrati complessi, che forniscono energia sostenuta e aiutano a mantenere stabili i livelli di zucchero nel sangue.
  • Vitamine e minerali: Il casado può essere arricchito con una varietà di verdure, come l’insalata e l’avocado, che forniscono una vasta gamma di vitamine e minerali essenziali per la salute generale e il benessere.
  • Grassi sani: L’avocado, se incluso nel piatto, aggiunge grassi monoinsaturi sani, che possono aiutare a migliorare la salute del cuore e ridurre l’infiammazione.

Tuttavia, è importante notare che il casado può variare in termini di valore nutrizionale a seconda degli ingredienti e dei metodi di preparazione utilizzati. Ad esempio, le porzioni di carne fritta o i condimenti ad alto contenuto calorico possono aumentare il contenuto di grassi saturi e calorie del piatto. Pertanto, come con qualsiasi alimento, è consigliabile consumare il casado con moderazione e bilanciarlo con altri alimenti nutrienti.


Per concludere una panoramica sulle abitudini alimentari in giro per il Mondo, vi mostro una deliziosa colazione, molto lontana dal cappuccino a cui siamo abituati in Italia. Anche qui sono stata conquistata dai colori, dall’allegria e dalla freschezza!

Confesso la cosa più strepitosa erano quelle fette di pane ammorbidito con qualcosa che non so, saporite e soffici cucinate dai miei amici di Puerto Viejo de Talamanca (Christian e Manuel) , yummy!

Per la ricetta clicca qui!

Per altre ricette e curiosità clicca qui

False friends in cucina Biscuit, cookie, chef…

False friends in cucina Biscuit, cookie, chef…

English & Cuisine presents…..false friends & Co.

Navigando tra i termini culinari, ti sarà forse capitato di imbatterti in alcune parole di cui non sei ancora sicuro del significato, o peggio false friends, amici (parole) ingannevoli: Spazza via ogni dubbio e cogli le sfumature tra “Biscuit, Cookie, Cook, Chef “….e altro ancora

Hai mai notato quanto possano essere ingannevoli le parole quando si parla di cibo? Sei pronto a svelare i segreti dietro alcuni termini culinari apparentemente simili ma fondamentalmente diversi? Preparati a un viaggio nella lingua della gastronomia! lasciati ispirare a sperimentare in cucina! 🍽️✨

BIscuits in British English

Cookie: In America Un “cookie” è un biscuit, solitamente fatto con burro, zucchero, farina e altri ingredienti come gocce di cioccolato, frutta secca o avena.


British Scone vs American Biscuit

Scone: Lo scone britannico è amato per la sua semplicità e il suo sapore delizioso. Caratterizzato da una consistenza burrosa e friabile, lo scone è spesso preparato con farina, burro, zucchero, lievito, uova e latte. Questi ingredienti si combinano per creare un impasto leggero e morbido, che viene solitamente modellato in piccole forme rotonde o triangolari prima della cottura. Gli sconse sono spesso arricchiti con aggiunte come uvetta, frutta secca o scorza d’arancia, che aggiungono un tocco di dolcezza e aroma al dolce. Una volta cotti, gli scone possono essere serviti caldi o freddi e vengono spesso accompagnati da panna montata fresca e marmellata, o persino da crema spalmabile e miele. La loro versatilità li rende adatti a una varietà di occasioni, dalle colazioni ai brunch, ai pomeriggi di relax con gli amici.

Biscuit americano: Negli Stati Uniti, un “biscuit” è un tipo di pane soffice e lievitato, generalmente a base di farina, burro e lievito. È simile a una scone britannica o a una versione più piccola e spessa di un panino. I biscuit americani sono spesso consumati come accompagnamento ai pasti, specialmente al sud degli Stati Uniti.


Chef vs cook vs cooker

Chef: Un “chef” è un cuoco professionista altamente qualificato, responsabile della preparazione e della presentazione dei piatti in una cucina professionale. Gli chef hanno spesso una formazione formale in culinaria e supervisionano la creazione di menu e la gestione del personale in ristoranti, hotel e altri ambienti culinari.

Cook: Un “cook” è una persona che prepara cibo, ma non necessariamente ha una formazione professionale in culinaria. Il termine “cook” può riferirsi sia a cuochi casalinghi che a cuochi amatoriali, nonché a professionisti della ristorazione con meno esperienza rispetto agli chef.


Questo è un cooker! attenzione nonostante la regola che aggiungendo -er si crea il sostantivo del relativo verbo es: play giocare – player giocatore, questo non è esattamente vero per cook cucinare – cooker fornello, piano cottura, cucina e non….cuoco! vedi sopra, cook è cuoco.


Preservatives: I conservanti in Italiano sono sostanze chimiche aggiunte agli alimenti per prolungarne la conservazione e prevenire il deterioramento. I conservanti sono comunemente utilizzati nell’industria alimentare per garantire la sicurezza e la durata dei prodotti alimentari.

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Torta mimosa

Torta mimosa

English & Cuisine presents….Mimosa cake in English

Di seguito, una lezioncina sulla pronuncia, ascolta e ripeti .

La torta mimosa è un dolce tradizionale italiano che ha una storia affascinante. Questo dessert è diventato famoso per essere associato alla celebrazione della Festa della Donna, che cade il 8 marzo di ogni anno.

La sua origine risale agli anni ’50, quando in Italia si cercava di festeggiare in modo speciale la giornata dell’8 marzo, dedicata alle donne. In quegli anni, c’era un notevole interesse per la cultura francese e, in particolare, per la pasticceria francese. Durante questo periodo, ci fu un’influenza significativa della cultura francese sulla cucina italiana, e la torta mimosa ne è un esempio lampante.

Il nome “mimosa” deriva dai fiori di mimosa, che sono gialli e molto profumati, e che vengono comunemente associati all’8 marzo in Italia, essendo diventati il simbolo della giornata internazionale della donna.

La torta mimosa è caratterizzata da un impasto soffice, simile a quello della classica torta genovese, tagliato a pezzetti molto piccoli e spolverato con una crema pasticcera o una crema al burro, in modo che assomigli alla polvere gialla dei fiori di mimosa. Solitamente, la torta è decorata con fiori di mimosa veri o con fettine di frutta come decorazione aggiuntiva.

Questa torta è diventata rapidamente popolare in Italia, non solo per il suo gusto delicato e la sua consistenza soffice, ma anche per il suo legame con la celebrazione della donna e per il suo aspetto festoso e allegro.

Oggi, la torta mimosa è un elemento fisso nei pasticcerie italiane durante il mese di marzo, e viene preparata e condivisa in famiglia e tra amici per celebrare l’8 marzo e per onorare le donne in generale. È diventata un’icona della cultura dolciaria italiana e continua ad essere amata e apprezzata in tutto il paese.

Imaginary eating

Imaginary eating

IMAGINARY EATING

Imaginary eating, ossia mangiare immaginario! ah sì? Prima di commentare istintivamente in malo modo, cosa che umanamente verrebbe da fare,…. conviene capire di che si tratta.

Facciamo pertanto chiarezza:

“Se pensi solo al cibo stesso – come sa, profuma e appare – aumenterà la tua voglia”

CAREY mOREWEDDE

Molte persone che seguono una dieta cercano di evitare di pensare agli stimoli che desiderano. Questa ricerca suggerisce che potrebbe non essere la migliore strategia”, ha dichiarato il capo studio Carey Morewedge, uno psicologo presso l’Università Carnegie Mellon di Pittsburgh.

Questa ricerca suggerisce che potrebbe essere meglio, in realtà, forzarsi a pensare ripetutamente a gustare, ingoiare e masticare il cibo che desideri per ridurre le tue voglie”. Inoltre, ha aggiunto, la tecnica funziona solo con il cibo che hai immaginato. Ad esempio, immaginare di mangiare cioccolato non ti impedirebbe di abbuffarti di formaggio.

Inoltre, l’indagine fornisce uno sguardo prezioso sulle complesse interazioni tra mente e corpo, suggerendo che il semplice atto di immaginare di consumare cibo, appunto Imaginary eating”, può influenzare significativamente le nostre scelte alimentari e le nostre abitudini, con un beneficio sulla bilancia!

Controllo del peso attraverso “Imaginary eating”

Poichè il controllo del peso è spesso una sfida complessa che coinvolge molteplici fattori, tra cui l’alimentazione, l’attività fisica e l’aspetto psicologico. In questo contesto, l’Imaginary Eating può essere considerato un’interessante strategia psicologica per gestire le voglie alimentari e il desiderio di cibo.

Utilizzando l’Imaginary Eating, le persone possono sperimentare mentalmente il gusto e la soddisfazione associati al consumo di cibo senza effettivamente introdurre calorie nel loro corpo. Questo approccio può essere particolarmente utile per coloro che sono impegnati nel controllo del peso, poiché consente loro di gestire le voglie senza indulgere in eccessi alimentari.

Immaginare il consumo di cibo desiderato può aiutare a ridurre l’ansia legata alla restrizione calorica e a mantenere un senso di soddisfazione. Tuttavia, è importante utilizzare questa tecnica in modo equilibrato e consapevole, in quanto da sola potrebbe non essere sufficiente per raggiungere obiettivi di perdita di peso a lungo termine.

Combinate con altre strategie di gestione del peso, come una dieta equilibrata e l’esercizio regolare, l’Imaginary Eating può essere un utile strumento aggiuntivo nel percorso verso una salute e un benessere ottimali.

Uscì un articolo 14 anni or sono sul New York times

più recente, 2020 https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0195666320302257

pare proprio che in Italia non abbia avuto molto seguito,chissà perchè ……

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Conversare di cucina

Conversare di cucina

Present Perfect and Simple past …..in cooking

Conversare di cucina è un argomento che sta a cuore a tutti! La cucina ha il potere unico di portare le persone insieme.

Questo perchè oltre a soddisfare il bisogno fondamentale di nutrirsi, cucinare e condividere pasti crea connessioni emotive e culturali.

Mentre cucinare insieme stimola la creatività e promuove la condivisione di esperienze, in un mondo sempre più frenetico, conversare di cucina diventa un modo con cui le persone possono conoscersi, scoprirsi, sperimentare e celebrare insieme.


Oggi parliamo della ricetta che mette insieme nella stessa “pentola della conversazione” il Present prefect e il simple past. Cosa intendiamo? che li possiamo utilizzare insieme in una conversazione, in maniera dinamica e naturale

Sei pronto a conversare di cucina e dominare l’arte di mescolare il Present Perfect e il Simple Past ?

Nel dettaglio, nel seguente dialogo i tempi verbali Present perfect” e “simple past si intrecciano armoniosamente, rendendo la comunicazione più efficace che mai: tre amici si confrontano sul tema “cucina” scambiandosi idee e suggerimenti con battute dinamiche e vicine a qualsiasi ipotetica situazione nella quotidianità, in un contesto informale e rilassato in cui le domande e risposte sono quanto di meglio potrete anche voi utilizzare nelle vostre chiacchierate culinarie 🙂

FOCUS: Nel corso di una conversazione, è comune passare dal present perfect al simple past a seconda dell’azione nel passato a cui ci si riferisce. Il present perfect viene utilizzato per parlare di esperienze passate che hanno un legame con il presente o che sono ancora rilevanti. Tuttavia, se si desidera focalizzare l’azione stessa e porre maggiore enfasi sul momento specifico in cui è avvenuta, si può passare al simple past. Ad esempio, si potrebbe iniziare dicendo “I’ve been to Paris” per indicare l’esperienza di aver visitato Parigi in un momento non specificato del passato. Ma se si vuole specificare quando è avvenuta tale visita, si può cambiare in “I went to Paris last summer“, utilizzando il simple past per indicare chiaramente il periodo temporale in cui si è svolta l’azione. In questo modo, si adatta il tempo verbale alla natura dell’azione e al suo contesto temporale nella conversazione.

Mary: Hey guys, what’s up? I’ve been experimenting in the kitchen lately.

Joe: Oh, cool! What have you been up to?

Sarah: Well, I tried my hand at making homemade pasta last weekend. It turned out pretty good, if I do say so myself.

Joe: Homemade pasta? That sounds amazing! I’ve always wanted to try making it.

Sarah: Yeah, it was a bit of a challenge, but totally worth it. And just yesterday, I made some killer brownies. You should’ve seen them – gooey and chocolatey perfection!

Joe: Nice! I’ve been meaning to bake something myself. Maybe I’ll give those brownies a shot.

Sarah: And what about you, what’s your latest culinary adventure?

Mary: Well, I grilled some delicious steaks for a barbecue with friends last weekend.

Sarah: Ah, nothing beats a good barbecue. I’ve gotta try grilling more often.

Joe: Totally! I think cooking is all about trying new things and having fun with it.

Mary: Absolutely! So, what’s next on the menu for you guys?

Joe: I’m thinking of tackling homemade sushi next. It’s gonna be a challenge, but I’m up for it.

Sarah: Count me in for a sushi night! Let me know when you’re planning it.

Mary: Sounds like a plan. Can’t wait to see how it turns out!

Per la scheda di grammatica

Provate a leggere voi la conversazione per diventare familiar e confident con il linguaggio. Di seguito ho inserito un audio per guidarvi! Anche se la recitazione non è il mio forte, ho cercato di giocare con l’intonazione per creare un tono dinamico :))

Importante! Ricordate che esistono diversi “registri” nello speaking, dal formale all’informale, ma anche vie di mezzo (e.g. semi-formal) che premettono di adattarsi a vari contesti, per una comunicazione efficace. Se siete interessati ad esplorare questa tematica potete vedere altri articoli come ad esempio “informal and semi-formal language in speaking” in cui mi sono divertita a creare dialoghi contenenti espressioni di vari livelli di speaking “più o meno informale.

Cooking lasagna

Cooking lasagna

Share food with the people you love

Cooking lasagna on a Saturday night after a day spent working…

non ha prezzo, ma per tutto il resto c’è Mastercard ! mah ??! Spero il messaggio arrivi chiaro, non sono una chef, non ho una cucina super attrezzata, spesso cucino con amore, altre volte per routine. L’obiettivo era quello di attualizzare (come dice Mauro Corona) l’ Inglese nella everyday kitchen e farlo in modo il più possibile naturale. Sarebbe bello sapere che i miei studenti cucinano e mentre compiono una qualsivoglia azione , pensano al corrispondente verbo in Inglese!

Con questo video “Cooking Lasagna” continuiamo a vedere un pò di Vocabulary inerente al cibo. Già avevamo iniziato con i video sulla colazione , adesso vi mostro una semplice ricetta Italiana con un pò di verbi e termini inerenti la cucina…..Enjoy!

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Ingredients

Bolognese sauce ovvero ragù alla bolognese (in my video lo avevo preparato il giorno prima)

Lasagne sheets (dry dough) ovvero Lasagne in sfoglia secca

Homemade besciamella sauce ovvero besciamella fatta in casa

Parmesan cheese ovvero parmigiano

Mozzarella cheese ovvero mozzarella

Per la lista del Useful Language (vocaboli utili) see below o scarica il pdf

For an full and accredited version of the recipe see here